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Le Nostre Parole

Il mio teatro

d’impresa

di Giorgia Piracci

da | Feb 26, 2021 | Letture

Ho sempre avuto una passione viscerale per il teatro.

Se a 5 anni mi avessero chiesto cosa avrei fatto da grande la mi risposta sarebbe stata: “L’attrice!!!”. Poi si cresce e si prendono strade diverse, a volte per scelta a volte per casualità, ma quell’amore smisurato nel profondo dello stomaco resta.

Forse è stato proprio questo amore incondizionato che mi ha spinto a cercare dei punti di contatto fra il mio lavoro di formatrice e quello di attrice. Ho preso in prestito esercizi di attivazione teatrale per usarli in aula come icebreaker o per ritmare l’intervento formativo.

Mi veniva facile trasporre e pensare all’aula come a un gruppo teatrale, oppure progettare un intervento come una performance di problem solving.

Più volte ho condotto attività d’aula attraverso la metafora della cena con delitto per favorire il team building. E proprio pensando al team building ho rilevato moltissimi punti di contatto tra le dinamiche di un gruppo aziendale e quello teatrale.

A teatro, costruire un gruppo che si adoperi per raggiungere un obiettivo comune implica ascolto, condivisione, fiducia nel processo, accettazione dell’errore e capacità di gestire l’incertezza, non solo dei singoli ma del gruppo stesso. Gli stessi elementi cardine per la costruzione di un gruppo aziendale capace di sviluppare collaborazione e, quindi, fare squadra[1].

Nel lavorare su tale similitudine e cercando di progettare un’attività di team building da poter fare a distanza, vincolati dalla formazione in aula virtuale, ho costruito un’esercitazione che mutuava le dinamiche dell’improvvisazione teatrale da realizzare con gruppi a distanza.

Nasceva così un team building digitale che abbiamo sperimentato durante un progetto di formazione formatori che ha coinvolto i colleghi di HXO e che mirava, oltre allo scambio generativo fra colleghi, a sperimentate e ridisegnare attività d’aula per renderle fruibili da remoto.

Esattamente come in un viaggio di scoperta, l’esperienza di team building digitale condotta con i colleghi mi ha dato l’opportunità di “giocare” (dall’inglese play = recitare) a portare un gruppo, a ridefinire la propria identità, con la metodologia dell’improvvisazione creativa.

Il tutto condotto tramite piattaforma Zoom. Il risultato è stato sorprendente ed estremamente nutriente.

Partendo dalle competenze professionali di HXO, Rivelazioni – Persone, Rinascite – Gruppi e Rivoluzioni – Sistemi, abbiamo chiesto a tre gruppi di colleghi di creare ognuno un libro pieghevole in cui uno di loro avrebbe impersonato il narratore/lettore e gli altri una pagina del libro.

Utilizzando la funzionalità di Zoom delle stanze, ciascun team ha lavorato sulle parole stimolo immaginando un percorso narrativo. Le storie create sono poi state condivise in plenaria e interpretate usando oggetti o solo la propria voce.

Il risultato è stato estremamente suggestivo anche perché è stata condivisa la modalità di simulare le pagine in pop up accendendo e spegnendo le videocamere.

La sensazione è stata quella di leggere un videolibro.

Il livello di partecipazione è stato di immediato coinvolgimento e la restituzione ricca di feedback positivi sull’esperienza e la riusabilità del metodo.

Visto da attrice ho potuto seguire tre gruppi che improvvisavano sul tema e che, in brevissimo tempo, hanno realizzato una performance di senso in cui ognuno aveva un ruolo e il cui contributo era necessario per la riuscita. Tre squadre, insomma, auto-organizzate per raggiungere l’obiettivo. E non è forse team building?

 

 

[1] Enhancing Learning in the Business Classroom: An Adventure with Improv Theater Techniques – Julie Sheldon Huffaker e Ellen West – Journal of Management Education, Dicembre 2005

Scopri tutti i contenuti del Blog: Le Nostre Parole

Per maggiori informazioni sul percorso formativo a distanza

attivabile da HXO Srl per le persone della tua

organizzazione puoi scrivere Francesca Sollazzo  f.sollazzo@hxo.it

 

da | Feb 26, 2021 | Letture

Ho sempre avuto una passione viscerale per il teatro.

Se a 5 anni mi avessero chiesto cosa avrei fatto da grande la mi risposta sarebbe stata: “L’attrice!!!”. Poi si cresce e si prendono strade diverse, a volte per scelta a volte per casualità, ma quell’amore smisurato nel profondo dello stomaco resta.

Forse è stato proprio questo amore incondizionato che mi ha spinto a cercare dei punti di contatto fra il mio lavoro di formatrice e quello di attrice. Ho preso in prestito esercizi di attivazione teatrale per usarli in aula come icebreaker o per ritmare l’intervento formativo.

Mi veniva facile trasporre e pensare all’aula come a un gruppo teatrale, oppure progettare un intervento come una performance di problem solving.

Più volte ho condotto attività d’aula attraverso la metafora della cena con delitto per favorire il team building. E proprio pensando al team building ho rilevato moltissimi punti di contatto tra le dinamiche di un gruppo aziendale e quello teatrale.

A teatro, costruire un gruppo che si adoperi per raggiungere un obiettivo comune implica ascolto, condivisione, fiducia nel processo, accettazione dell’errore e capacità di gestire l’incertezza, non solo dei singoli ma del gruppo stesso. Gli stessi elementi cardine per la costruzione di un gruppo aziendale capace di sviluppare collaborazione e, quindi, fare squadra[1].

Nel lavorare su tale similitudine e cercando di progettare un’attività di team building da poter fare a distanza, vincolati dalla formazione in aula virtuale, ho costruito un’esercitazione che mutuava le dinamiche dell’improvvisazione teatrale da realizzare con gruppi a distanza.

Nasceva così un team building digitale che abbiamo sperimentato durante un progetto di formazione formatori che ha coinvolto i colleghi di HXO e che mirava, oltre allo scambio generativo fra colleghi, a sperimentate e ridisegnare attività d’aula per renderle fruibili da remoto.

Esattamente come in un viaggio di scoperta, l’esperienza di team building digitale condotta con i colleghi mi ha dato l’opportunità di “giocare” (dall’inglese play = recitare) a portare un gruppo, a ridefinire la propria identità, con la metodologia dell’improvvisazione creativa.

Il tutto condotto tramite piattaforma Zoom. Il risultato è stato sorprendente ed estremamente nutriente.

Partendo dalle competenze professionali di HXO, Rivelazioni – Persone, Rinascite – Gruppi e Rivoluzioni – Sistemi, abbiamo chiesto a tre gruppi di colleghi di creare ognuno un libro pieghevole in cui uno di loro avrebbe impersonato il narratore/lettore e gli altri una pagina del libro.

Utilizzando la funzionalità di Zoom delle stanze, ciascun team ha lavorato sulle parole stimolo immaginando un percorso narrativo. Le storie create sono poi state condivise in plenaria e interpretate usando oggetti o solo la propria voce.

Il risultato è stato estremamente suggestivo anche perché è stata condivisa la modalità di simulare le pagine in pop up accendendo e spegnendo le videocamere.

La sensazione è stata quella di leggere un videolibro.

Il livello di partecipazione è stato di immediato coinvolgimento e la restituzione ricca di feedback positivi sull’esperienza e la riusabilità del metodo.

Visto da attrice ho potuto seguire tre gruppi che improvvisavano sul tema e che, in brevissimo tempo, hanno realizzato una performance di senso in cui ognuno aveva un ruolo e il cui contributo era necessario per la riuscita. Tre squadre, insomma, auto-organizzate per raggiungere l’obiettivo. E non è forse team building?

 

 

[1] Enhancing Learning in the Business Classroom: An Adventure with Improv Theater Techniques – Julie Sheldon Huffaker e Ellen West – Journal of Management Education, Dicembre 2005

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