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BLOG

Le Nostre Parole

Liberi Legami: sostegno alla genitorialità in tempo di COVID-19

Un viaggio in cinque tappe per scoprire e riscoprire le funzioni genitoriali in un periodo di convivenza ravvicinata
#Iorestoacasa

 

un regalo da Paola Pirri e Lara Cesari

Mar 15, 2020 | Letture | 0 commenti

In Liberi Legami, la nostra bussola di lettura della genitorialità, sono quattro le funzioni che sono esercitate dai genitori e dalle principali figure di attaccamento di un bambino o di un ragazzo.
Andiamo a scoprire la seconda di queste quattro funzioni, ricordandoti che sono tutte ugualmente importanti
Come abbiamo fatto per raccontarti la funzione protettiva, abbiamo scelto di dare voce alla funzione, la voce di un genitore che parla a un figlio.
Dopo ogni voce approfondiamo.

 

 

Funzione Normativa

 

La voce

Figlio mio, questo si, questo no! Tu devi capire qual è il limite oltre il quale non puoi spingerti, è importante che tu capisca che non tutto si può fare. Lo so che sentirti dire di no non ti piace, che ora magari ti arrabbierai, che mi terrai il broncio, ma io ho spalle larghe e sopporto, perché anche questo mio diniego è un atto d’amore che ti aiuta a crescere.

Tu sei importantissimo per me, ma devi capire che non ci sei soltanto tu e che anche gli altri, coloro che ti circondano, hanno dei bisogni che tu imparerai a rispettare, proprio grazie ai miei no. Ti aiuterò a vedere bene i confini fra te e il mondo della possibilità, fra te e cosa è legittimo fare e che cosa invece non si può chiedere, o chiedere ora.

Con i miei no imparerai a dilazionare il desiderio, a trattenere e a trovare i momenti più opportuni per soddisfare ogni bisogno. Diventerai una persona responsabile, dotata di autocontrollo.
Ti guido a comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, a riconoscere le cose buone per te e per gli altri e a discernere cosa invece non va bene.
Se fai bene ti dico bravo, se sbagli te lo faccio notare e ti guido a comprendere che un errore è tanto più grave se le tue intenzioni sono dettate dal desiderio di fare male.
Grazie a questa guida imparerai a riconoscere il valore delle azioni e le conseguenze che queste provocano, nelle cose e nelle persone.
Più sarò costante in questo mio essere guida e tanto più tu acquisirai una vocina interiore che ti aiuterà a scegliere la giusta strada.

È  la funzione genitoriale che si esprime attraverso la capacità di dare e presidiare confini, regole, limiti. Sa dare struttura e mettere ordine.
Il genitore che esercita la funzione normativa permette a suo figlio di comprendere che anche gli altri hanno bisogni, obiettivi, spazi, ruoli. Risponde al bisogno del bambino o del ragazzo di avere dei limiti, di muoversi dentro una cornice di cui conosce bene il perimetro, gli permette di costruirsi una struttura di riferimento.

La funzione normativa riflette l’atteggiamento genitoriale di fronte alle norme, alle istituzioni, alle regole sociali. Anche la funzione normativa può essere ipo-espressa o iper-espressa.

Nel primo caso si genera un generale disorientamento e una mancanza di auto-regolazione, la persona, bambino o ragazzo, al quale non sono delineati bene i confini, al quale non è data struttura, che non sviluppa ragionamento morale, manca di coordinate, e finisce per muoversi in balia delle proprie pulsioni e dei propri desideri.

Nel secondo caso, si realizza un atteggiamento genitoriale rigido, anche quando non necessario, e si rischia di inibire autentiche inclinazioni per ricercare l’adesione a modelli omologati che prescindono dalle attitudini e tendenze naturali del bambino, ostacolando quindi uno sviluppo dei propri talenti.
Con la funzione normativa il genitore sa dire no, sa porre limiti, tracciare confini, dare contenimento ai bisogni di espansione del figlio. Il genitore normativo fornisce la chiarezza ed evita di essere ondivago e incerto, e dona al proprio figlio la possibilità di essere altrettanto sicuro di sé.

Quando dice no, il genitore è consapevole di suscitare reazioni di rabbia e frustrazione nel figlio, sa che il figlio ha il diritto di arrabbiarsi, ed è in grado di imparare ad accettare di essere amato un po’ meno per il tempo in cui durerà questa situazione e anche questa è una dimostrazione d’amore. È una nota dolorosa per un genitore, che tuttavia non rinuncia a passare il messaggio che nel sistema sociale di convivenza esistono limiti e confini da rispettare.

Per il bambino e il ragazzo è una irrinunciabile esperienza riconoscere che esistono bisogni ed esigenze degli altri da contemperare.
#Iorestoacasa richiede al genitore di spendere questa funzione normativa quando è necessario mettere confini. Il padre, la madre, lavora, fa telefonate, scrive progetti, report, mail, fa riunioni a distanza, pensa, si arrabbia, si entusiasma, si affatica, ha bisogno di silenzio, di solitudine, di concentrazione.

Concordare confini di tempo e spazio con i propri figli, non essere sempre disponibili, rendere espliciti i propri bisogni ed esigenze è una grande opportunità di apprendimento, per noi come persone e per i nostri figli: il presidio dei confini, di regole di convivenza, di legittimità dei bisogni di tutti, la struttura e la giusta sequenza, il prima e il dopo, l’urgenza e il pianificabile.

Il bambino vuole tutta la nostra attenzione? I ragazzi vogliono uscire e incontrare gli amici? Il genitore normativo sa dire no. Con questi no il bambino e il ragazzo impara a dilazionare un proprio bisogno, a riconoscere quando un proprio desiderio è legittimo e quando non lo è, cosa è giusto e cosa è sbagliato, quali sono le norme della convivenza e dell’etica sociale che ci sono in questo periodo critico poste come fondamentali.

 

 

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da HXO Srl per le persone della tua organizzazione puoi scrivere

Francesca Sollazzo  f.sollazzo@hxo.it

Mar 15, 2020 | Letture | 0 commenti

In Liberi Legami, la nostra bussola di lettura della genitorialità, sono quattro le funzioni che sono esercitate dai genitori e dalle principali figure di attaccamento di un bambino o di un ragazzo.
Andiamo a scoprire la seconda di queste quattro funzioni, ricordandoti che sono tutte ugualmente importanti
Come abbiamo fatto per raccontarti la funzione protettiva, abbiamo scelto di dare voce alla funzione, la voce di un genitore che parla a un figlio.
Dopo ogni voce approfondiamo.

 

 

Funzione Normativa

 

La voce

Figlio mio, questo si, questo no! Tu devi capire qual è il limite oltre il quale non puoi spingerti, è importante che tu capisca che non tutto si può fare. Lo so che sentirti dire di no non ti piace, che ora magari ti arrabbierai, che mi terrai il broncio, ma io ho spalle larghe e sopporto, perché anche questo mio diniego è un atto d’amore che ti aiuta a crescere.

Tu sei importantissimo per me, ma devi capire che non ci sei soltanto tu e che anche gli altri, coloro che ti circondano, hanno dei bisogni che tu imparerai a rispettare, proprio grazie ai miei no. Ti aiuterò a vedere bene i confini fra te e il mondo della possibilità, fra te e cosa è legittimo fare e che cosa invece non si può chiedere, o chiedere ora.

Con i miei no imparerai a dilazionare il desiderio, a trattenere e a trovare i momenti più opportuni per soddisfare ogni bisogno. Diventerai una persona responsabile, dotata di autocontrollo.
Ti guido a comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, a riconoscere le cose buone per te e per gli altri e a discernere cosa invece non va bene.
Se fai bene ti dico bravo, se sbagli te lo faccio notare e ti guido a comprendere che un errore è tanto più grave se le tue intenzioni sono dettate dal desiderio di fare male.
Grazie a questa guida imparerai a riconoscere il valore delle azioni e le conseguenze che queste provocano, nelle cose e nelle persone.
Più sarò costante in questo mio essere guida e tanto più tu acquisirai una vocina interiore che ti aiuterà a scegliere la giusta strada.

È  la funzione genitoriale che si esprime attraverso la capacità di dare e presidiare confini, regole, limiti. Sa dare struttura e mettere ordine.
Il genitore che esercita la funzione normativa permette a suo figlio di comprendere che anche gli altri hanno bisogni, obiettivi, spazi, ruoli. Risponde al bisogno del bambino o del ragazzo di avere dei limiti, di muoversi dentro una cornice di cui conosce bene il perimetro, gli permette di costruirsi una struttura di riferimento.

La funzione normativa riflette l’atteggiamento genitoriale di fronte alle norme, alle istituzioni, alle regole sociali. Anche la funzione normativa può essere ipo-espressa o iper-espressa.

Nel primo caso si genera un generale disorientamento e una mancanza di auto-regolazione, la persona, bambino o ragazzo, al quale non sono delineati bene i confini, al quale non è data struttura, che non sviluppa ragionamento morale, manca di coordinate, e finisce per muoversi in balia delle proprie pulsioni e dei propri desideri.

Nel secondo caso, si realizza un atteggiamento genitoriale rigido, anche quando non necessario, e si rischia di inibire autentiche inclinazioni per ricercare l’adesione a modelli omologati che prescindono dalle attitudini e tendenze naturali del bambino, ostacolando quindi uno sviluppo dei propri talenti.
Con la funzione normativa il genitore sa dire no, sa porre limiti, tracciare confini, dare contenimento ai bisogni di espansione del figlio. Il genitore normativo fornisce la chiarezza ed evita di essere ondivago e incerto, e dona al proprio figlio la possibilità di essere altrettanto sicuro di sé.

Quando dice no, il genitore è consapevole di suscitare reazioni di rabbia e frustrazione nel figlio, sa che il figlio ha il diritto di arrabbiarsi, ed è in grado di imparare ad accettare di essere amato un po’ meno per il tempo in cui durerà questa situazione e anche questa è una dimostrazione d’amore. È una nota dolorosa per un genitore, che tuttavia non rinuncia a passare il messaggio che nel sistema sociale di convivenza esistono limiti e confini da rispettare.

Per il bambino e il ragazzo è una irrinunciabile esperienza riconoscere che esistono bisogni ed esigenze degli altri da contemperare.
#Iorestoacasa richiede al genitore di spendere questa funzione normativa quando è necessario mettere confini. Il padre, la madre, lavora, fa telefonate, scrive progetti, report, mail, fa riunioni a distanza, pensa, si arrabbia, si entusiasma, si affatica, ha bisogno di silenzio, di solitudine, di concentrazione.

Concordare confini di tempo e spazio con i propri figli, non essere sempre disponibili, rendere espliciti i propri bisogni ed esigenze è una grande opportunità di apprendimento, per noi come persone e per i nostri figli: il presidio dei confini, di regole di convivenza, di legittimità dei bisogni di tutti, la struttura e la giusta sequenza, il prima e il dopo, l’urgenza e il pianificabile.

Il bambino vuole tutta la nostra attenzione? I ragazzi vogliono uscire e incontrare gli amici? Il genitore normativo sa dire no. Con questi no il bambino e il ragazzo impara a dilazionare un proprio bisogno, a riconoscere quando un proprio desiderio è legittimo e quando non lo è, cosa è giusto e cosa è sbagliato, quali sono le norme della convivenza e dell’etica sociale che ci sono in questo periodo critico poste come fondamentali.

 

 

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Francesca Sollazzo  f.sollazzo@hxo.it