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Difenditi dal mipiacismo: pensa in modo critico

da | Giu 4, 2019 | Letture | 0 commenti

Fa molto parlare di sé ed è in testa alla top ten delle competenze fondamentali per lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni nel prossimo futuro, stiamo parlando del Critical Thinking. Chi riesce a essere pensatore critico è capace di creare collegamenti, vuole divergere, mettere in dubbio, rinuncia alle certezze, riesce a scoprire e ama esplorare, evita la semplificazione, ha in sé la forza per ribellarsi agli schemi e alle rigidità del contesto sapendo fare a meno della compiacenza, per portare energie nuove, per porre domande, per provocare e spingere il cambiamento.

Per comprendere questa capacità credo sia importante anche definirne meglio i contorni, per riconoscerla e avvicinarla senza sospetto. Il pensatore critico è diverso dal disfattista, la sua è una tensione a comprendere e proporre e non a distruggere, il suo motore è la curiosità, non la rigidità, il suo atteggiamento è l’apertura e non la difesa a oltranza, si nutre di fiducia adulta, misura il rischio di ogni decisione, non si preclude, né si espone in modo ingenuo.
Il pensatore critico formula ipotesi alternative e propone scenari diversi, media fra immaginazione e pensiero previsionale, è molto di più di un signor No, lo chiamerei piuttosto un signor Se, poiché dubita, invece di affidarsi al dogma, in primo luogo di sé stesso e delle proprie verità, che non considera mai assolute. Costruisce esperimenti per misurare le proprie intuizioni e per verificare l’impatto delle proprie riflessioni.

E tu, riesci a pensare in modo critico? Sei capace di sfidare il pensiero prevalente? Rifuggi il pensiero pigro e conformista?

Prova a misurare la tua capacità di farlo scegliendo fra queste dicotomie la parola che senti più vicina a te, quella che descrive meglio la tua preferenza nel modo di pensare e agire, quella che ti caratterizza di più, quella che ti convince di più o semplicemente quella che ti piace di più.

1. Certezza – Curiosità
2. Meraviglia – Serenità
3. Ipotesi – Direzione
4. Ottimismo – Realismo
5. Regola – Dubbio
6. Coerenza – Flessibilità
7. Verità – Possibilità
8. Apertura – Conferma
9. Semplicità – Complessità
10. Riflessione – Immediatezza
11. Diversità – Vicinanza
12. Futuro – Passato
13. Rispetto – Ribellione
14. Ordine – Libertà
15. Risposta- Domanda
16. Rumore – Silenzio
17. Ansia – Rabbia
18. Parole – Fatti
19. Fantasia – Schema
20. Ricerca – Scelta

E ora guarda questo elenco e assegnati un punto solo se hai scelto questa parola.

1. Curiosità
2. Meraviglia
3. Ipotesi
4. Ottimismo
5. Dubbio
6. Flessibilità
7. Possibilità
8. Apertura
9. Complessità
10. Riflessione
11. Diversità
12. Futuro
13. Ribellione
14. Libertà
15. Domanda
16. Rumore
17. Ansia
18. Parole
19. Fantasia
20. Scelta

Se hai ottenuto almeno 15 punti sei decisamente un buon pensatore critico, possiedi sia l’assetto giusto e la spinta energetica per realizzarlo, arricchisci e valorizzi il contesto in cui operi, offrendo un altro punto di vista.

Se ne hai raccolti fra 10 e 14, ci stai provando, sei sulla buona strada, ma puoi ancora affinare le tue capacità di pensatore critico lavorando su quegli aspetti della competenza che ti sono ancora inaccessibili.

Se hai totalizzato 9 o meno di 9 punti hai necessità di allenare e sviluppare questa competenza, ma non ti preoccupare, se sei arrivato fin qui hai già iniziato a farlo.

Ecco per te alcuni suggerimenti:

  • Prenditi il tempo per pensare. La fretta è nemica del pensiero critico che invece ha bisogno di riflessione, immaginazione, fantasia, azioni di verifica, monitoraggio. Scegli quando e in quali contesti è utile essere un pensatore critico, perché spendere questa competenza richiede energia, tempo e impegno, che sono limitati. Esercitare la facoltà di scegliere è di per sé un passaggio da critical thinking.
  • Dai importanza alle fonti, differenzia i canali in ingresso delle informazioni. Esci dall’autoreferenzialità, chiedi pareri agli esperti, studia, documentati, fai domande, confrontati. Senti sempre anche l’altra campana, non fermarti alle prime esplorazioni su google, amplia il tuo orizzonte e la tua capacità di pensare si arricchirà senza limiti.
  • Riconosci i limiti del pensiero. La nostra capacità di ragionamento è fortemente influenzata dalle trappole cognitive, i bias, che la limitano e spesso ci portano a conclusioni errate. In particolar modo presta attenzione al Bias della conferma che ti porta a dare valore alle informazioni che valorizzano le tue ipotesi e a scartare quelle che invece le confutano e al Bias del consenso che ti porta a percepire il tuo modo di pensare come quello più di buon senso e quindi più diffuso. Riconoscere l’esistenza dei Bias, diventare consapevoli della loro influenza è già un antidoto alla loro azione limitante.
  • Affina le tue capacità di esplorazione. Osservati mentre esplori e ricorda che le domande creano la realtà. Troverai solo quello che vai cercando, ciò che non cerchi rimarrà in ombra, ma non per questo cesserà di esistere. Cerca di porre un numero sempre maggiore di domande aperte, quelle che aiutano a pensare, evitando quelle dicotomiche, con risposta si, no, o quelle retoriche che vanno a cercare conferma delle proprie teorie, opinioni e intuizioni.
  • Considera le conseguenze delle tue scelte. Costruisci scenari di quello che potrebbe accadere, di cosa potrebbe funzionare e di cosa potrebbe andare storto. Utilizza il pensiero previsionale e costruisci ipotesi, stai sul mondo della possibilità.
  • Fai dei test pianificati. Metti le tue opinioni alla prova elaborando degli esperimenti per mettere le tue ipotesi in dubbio, cerca di falsificarle. Se non ci riuscirai probabilmente hai avuto una buona intuizione, a quel punto non ti resta che argomentarla e presentarla al meglio.
  • Filosofeggia e consenti a te stesso di esplorare senza avere immediato ritorno. Dedica tempo e dedizione a dissertare degli argomenti più disparati, amplia gli orizzonti, interessati di chi è molto diverso da te, cerca di scoprirne le motivazioni profonde, come si sono costruite quelle opinioni, cosa stanno cercando di ottenere, quali sono i ritorni. Dubita delle tue certezze, arricchiscile ogni giorno che passa, più ne saprai e più nutrirai incertezze.
  • Feconda l’ambiente che ti circonda con la tua capacità di dubitare e scoprire. Fai sì che questa capacità incontri il potere di generare rendendolo comprensibile, adattandolo, coinvolgendo e trasferendolo alle persone che ti sono vicine. Evita lo scontro distruttivo, la critica pedante e la spocchia di chi si sente più avanti. Arrivare da solo a grandi scoperte rende il pensiero critico una freccia spuntata.
  • Apri la mente permettendo a tanti stimoli di entrare.
  • Vai al cinema, lasciati incuriosire da film o serie che altri ti suggeriscono, oggi come non mai è possibile scegliere anche dalla comoda poltrona di casa un’infinita offerta, che però è spesso controllata da algoritmi che si basano sul proporti visioni che prendono spunto da tue scelte passate. Magari ti sfuggono cose che invece divergono e danno la possibilità di andare ad esplorare altre possibilità narrative, altre trame, altre immedesimazioni.
  • Leggi di tutto e ovunque, soprattutto raccogli consigli, cerca per parole chiave, avventurati in libreria, lasciati stimolare da autori sconosciuti e da copertine accattivanti. Pensa che se leggessi 10 pagine alla settimana su un argomento, nell’arco di un anno potresti vantare una certa expertise su quel tema.
  • Visita mostre d’arte di autori contemporanei. Se scegli invece artisti del passato studia il contesto in cui si sono espressi e cerca di leggerne lo spirito interpretativo. L’ispirazione artistica trova linfa nel pensiero critico, l’artista traspone nella sua opera la propria lettura della realtà trasformando e dando la propria interpretazione per aiutare l’osservatore a fare altrettanto.
  • Osa e buttati in cose mai fatte prima almeno una volta ogni tre mesi. Prova a immaginare di partecipare alla lezione di prova di un nuovo sport, a dedicarti a un hobby che non hai mai avuto tempo di iniziare, per esempio a disegnare, a colorare, a fare bricolage, a fare un viaggio diverso dal solito, a partecipare a un corso di formazione. Coltiva il nuovo e l’inedito.

A tutti i pensatori critici, a tutti coloro che vogliono esserlo un po’ di più, auguro dubbi e scoperte a non finire e non necessariamente in questa sequenza.

Per approfondire:

da | Giu 4, 2019 | Letture | 0 commenti

Fa molto parlare di sé ed è in testa alla top ten delle competenze fondamentali per lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni nel prossimo futuro, stiamo parlando del Critical Thinking. Chi riesce a essere pensatore critico è capace di creare collegamenti, vuole divergere, mettere in dubbio, rinuncia alle certezze, riesce a scoprire e ama esplorare, evita la semplificazione, ha in sé la forza per ribellarsi agli schemi e alle rigidità del contesto sapendo fare a meno della compiacenza, per portare energie nuove, per porre domande, per provocare e spingere il cambiamento.

Per comprendere questa capacità credo sia importante anche definirne meglio i contorni, per riconoscerla e avvicinarla senza sospetto. Il pensatore critico è diverso dal disfattista, la sua è una tensione a comprendere e proporre e non a distruggere, il suo motore è la curiosità, non la rigidità, il suo atteggiamento è l’apertura e non la difesa a oltranza, si nutre di fiducia adulta, misura il rischio di ogni decisione, non si preclude, né si espone in modo ingenuo.
Il pensatore critico formula ipotesi alternative e propone scenari diversi, media fra immaginazione e pensiero previsionale, è molto di più di un signor No, lo chiamerei piuttosto un signor Se, poiché dubita, invece di affidarsi al dogma, in primo luogo di sé stesso e delle proprie verità, che non considera mai assolute. Costruisce esperimenti per misurare le proprie intuizioni e per verificare l’impatto delle proprie riflessioni.

E tu, riesci a pensare in modo critico? Sei capace di sfidare il pensiero prevalente? Rifuggi il pensiero pigro e conformista?

Prova a misurare la tua capacità di farlo scegliendo fra queste dicotomie la parola che senti più vicina a te, quella che descrive meglio la tua preferenza nel modo di pensare e agire, quella che ti caratterizza di più, quella che ti convince di più o semplicemente quella che ti piace di più.

1. Certezza – Curiosità
2. Meraviglia – Serenità
3. Ipotesi – Direzione
4. Ottimismo – Realismo
5. Regola – Dubbio
6. Coerenza – Flessibilità
7. Verità – Possibilità
8. Apertura – Conferma
9. Semplicità – Complessità
10. Riflessione – Immediatezza
11. Diversità – Vicinanza
12. Futuro – Passato
13. Rispetto – Ribellione
14. Ordine – Libertà
15. Risposta- Domanda
16. Rumore – Silenzio
17. Ansia – Rabbia
18. Parole – Fatti
19. Fantasia – Schema
20. Ricerca – Scelta

E ora guarda questo elenco e assegnati un punto solo se hai scelto questa parola.

1. Curiosità
2. Meraviglia
3. Ipotesi
4. Ottimismo
5. Dubbio
6. Flessibilità
7. Possibilità
8. Apertura
9. Complessità
10. Riflessione
11. Diversità
12. Futuro
13. Ribellione
14. Libertà
15. Domanda
16. Rumore
17. Ansia
18. Parole
19. Fantasia
20. Scelta

Se hai ottenuto almeno 15 punti sei decisamente un buon pensatore critico, possiedi sia l’assetto giusto e la spinta energetica per realizzarlo, arricchisci e valorizzi il contesto in cui operi, offrendo un altro punto di vista.

Se ne hai raccolti fra 10 e 14, ci stai provando, sei sulla buona strada, ma puoi ancora affinare le tue capacità di pensatore critico lavorando su quegli aspetti della competenza che ti sono ancora inaccessibili.

Se hai totalizzato 9 o meno di 9 punti hai necessità di allenare e sviluppare questa competenza, ma non ti preoccupare, se sei arrivato fin qui hai già iniziato a farlo.

Ecco per te alcuni suggerimenti:

  • Prenditi il tempo per pensare. La fretta è nemica del pensiero critico che invece ha bisogno di riflessione, immaginazione, fantasia, azioni di verifica, monitoraggio. Scegli quando e in quali contesti è utile essere un pensatore critico, perché spendere questa competenza richiede energia, tempo e impegno, che sono limitati. Esercitare la facoltà di scegliere è di per sé un passaggio da critical thinking.
  • Dai importanza alle fonti, differenzia i canali in ingresso delle informazioni. Esci dall’autoreferenzialità, chiedi pareri agli esperti, studia, documentati, fai domande, confrontati. Senti sempre anche l’altra campana, non fermarti alle prime esplorazioni su google, amplia il tuo orizzonte e la tua capacità di pensare si arricchirà senza limiti.
  • Riconosci i limiti del pensiero. La nostra capacità di ragionamento è fortemente influenzata dalle trappole cognitive, i bias, che la limitano e spesso ci portano a conclusioni errate. In particolar modo presta attenzione al Bias della conferma che ti porta a dare valore alle informazioni che valorizzano le tue ipotesi e a scartare quelle che invece le confutano e al Bias del consenso che ti porta a percepire il tuo modo di pensare come quello più di buon senso e quindi più diffuso. Riconoscere l’esistenza dei Bias, diventare consapevoli della loro influenza è già un antidoto alla loro azione limitante.
  • Affina le tue capacità di esplorazione. Osservati mentre esplori e ricorda che le domande creano la realtà. Troverai solo quello che vai cercando, ciò che non cerchi rimarrà in ombra, ma non per questo cesserà di esistere. Cerca di porre un numero sempre maggiore di domande aperte, quelle che aiutano a pensare, evitando quelle dicotomiche, con risposta si, no, o quelle retoriche che vanno a cercare conferma delle proprie teorie, opinioni e intuizioni.
  • Considera le conseguenze delle tue scelte. Costruisci scenari di quello che potrebbe accadere, di cosa potrebbe funzionare e di cosa potrebbe andare storto. Utilizza il pensiero previsionale e costruisci ipotesi, stai sul mondo della possibilità.
  • Fai dei test pianificati. Metti le tue opinioni alla prova elaborando degli esperimenti per mettere le tue ipotesi in dubbio, cerca di falsificarle. Se non ci riuscirai probabilmente hai avuto una buona intuizione, a quel punto non ti resta che argomentarla e presentarla al meglio.
  • Filosofeggia e consenti a te stesso di esplorare senza avere immediato ritorno. Dedica tempo e dedizione a dissertare degli argomenti più disparati, amplia gli orizzonti, interessati di chi è molto diverso da te, cerca di scoprirne le motivazioni profonde, come si sono costruite quelle opinioni, cosa stanno cercando di ottenere, quali sono i ritorni. Dubita delle tue certezze, arricchiscile ogni giorno che passa, più ne saprai e più nutrirai incertezze.
  • Feconda l’ambiente che ti circonda con la tua capacità di dubitare e scoprire. Fai sì che questa capacità incontri il potere di generare rendendolo comprensibile, adattandolo, coinvolgendo e trasferendolo alle persone che ti sono vicine. Evita lo scontro distruttivo, la critica pedante e la spocchia di chi si sente più avanti. Arrivare da solo a grandi scoperte rende il pensiero critico una freccia spuntata.
  • Apri la mente permettendo a tanti stimoli di entrare.
  • Vai al cinema, lasciati incuriosire da film o serie che altri ti suggeriscono, oggi come non mai è possibile scegliere anche dalla comoda poltrona di casa un’infinita offerta, che però è spesso controllata da algoritmi che si basano sul proporti visioni che prendono spunto da tue scelte passate. Magari ti sfuggono cose che invece divergono e danno la possibilità di andare ad esplorare altre possibilità narrative, altre trame, altre immedesimazioni.
  • Leggi di tutto e ovunque, soprattutto raccogli consigli, cerca per parole chiave, avventurati in libreria, lasciati stimolare da autori sconosciuti e da copertine accattivanti. Pensa che se leggessi 10 pagine alla settimana su un argomento, nell’arco di un anno potresti vantare una certa expertise su quel tema.
  • Visita mostre d’arte di autori contemporanei. Se scegli invece artisti del passato studia il contesto in cui si sono espressi e cerca di leggerne lo spirito interpretativo. L’ispirazione artistica trova linfa nel pensiero critico, l’artista traspone nella sua opera la propria lettura della realtà trasformando e dando la propria interpretazione per aiutare l’osservatore a fare altrettanto.
  • Osa e buttati in cose mai fatte prima almeno una volta ogni tre mesi. Prova a immaginare di partecipare alla lezione di prova di un nuovo sport, a dedicarti a un hobby che non hai mai avuto tempo di iniziare, per esempio a disegnare, a colorare, a fare bricolage, a fare un viaggio diverso dal solito, a partecipare a un corso di formazione. Coltiva il nuovo e l’inedito.

A tutti i pensatori critici, a tutti coloro che vogliono esserlo un po’ di più, auguro dubbi e scoperte a non finire e non necessariamente in questa sequenza.

Per approfondire: