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Le Nostre Parole

I games nel pensiero sistemico

Il pensiero sistemico è la particolare facoltà del pensiero umano capace di leggere, capire e interpretare i sistemi complessi e dinamici in cui siamo immersi.
È una competenza affascinante, potente e… la puoi allenare!

Negli anni sono stati costruiti numerosi giochi dinamici utilizzati nelle aule di formazione che consentono da un lato di comprendere ed esplorare la potenza del pensiero sistemico e dall’altro di prendere consapevolezza della difficoltà di uscire da rigidi e ciechi schemi mentali.

Lo avevano capito sin dagli anni ’60 Jay W. Forrester e il suo team di collaboratori del MIT, mettendo a punto uno dei games più affascinanti e rivelatori in quest’area di competenza: il Beer Game. In questo caso il pretesto è la simulazione di una catena di distribuzione della birra, ma esistono giochi di simulazione che chiedono di risolvere business case o… omicidi! Come i nostri System Games©: Business Edition e Crime Edition.

I giochi sistemici mettono chi li sperimenta a contatto con una inesorabile consapevolezza: siamo immersi in strutture cioè regole, vincoli e condizioni che regolano il nostro rapporto con la realtà.

E non solo, i giochi sistemici ci consentono di sperimentare “in laboratorio” alcuni fenomeni interessanti come “l’effetto frusta”.

Che cos’è? In campo economico è l’elevata fluttuazione della domanda e delle scorte in magazzino provocata da una minima, anche impercettibile, variazione in qualche punto del sistema di una catena di distribuzione. Tale effetto non ha nulla a che vedere con chi prende parte al processo, ma riguarda più il tipo di relazione che lega le parti.

L’effetto frusta ci racconta come ogni elemento nel sistema provochi impatti su altri, inevitabilmente.

Riflettici un attimo, quando ti capita di sentire “l’effetto frusta” nel tuo lavoro? Per esempio quando ti trovi coinvolto in estenuanti scambi di e-mail. In questo caso può essere successo che, in qualche punto del processo, c’è stato un gap nella comunicazione: è stata condivisa tardi, o solo ad alcuni, o non è stata condivisa affatto e ha provocato un blocco alla circolazione di informazioni.
O ancora, quando commetti un errore e questo si propaga e viaggia lungo la “catena” provocando effetti a cascata sugli esiti e sullo stesso processo.

E il tuo capo, collega, collaboratore, quando pensi possano sperimentare l’effetto frusta? Siamo tutti parte di un sistema complesso, l’azione di ciascuno ha impatti sugli altri.

Siediti, respira, accetta la frustrazione di non poter controllare tutto.

E adesso la buona notizia: possiamo fare qualcosa. Possiamo ripartire da noi, dalla nostra area di influenza e questa passa necessariamente dalla presa di consapevolezza che siamo immersi in contesti complessi e dinamici. Occorre dunque fare un salto di paradigma: applicare la logica lineare a problemi sistemici e circolari non è più sufficiente.

È necessario indossare nuove lenti per osservare il mondo e riconoscere che:

  • Causa-effetto sono lontani nello spazio e nel tempo (i problemi di oggi derivano da quelli di ieri)
  • Ogni azione produce impatti su altri elementi
  • Ogni effetto può avere più cause e ogni causa può divenire effetto
  • Non esistono colpevoli, ma variabili e punti di leva
  • Non esiste un sistema senza costo

Il sistema è lento: le soluzioni rapide a volte posticipano il problema

Tutto questo è pensiero sistemico. Indossare le lenti di un pensatore sistemico consente di dare nuovi significati a ciò che accade e ci circonda, avere pensiero critico. Significa riuscire a trovare chiavi di lettura differenti che consentono di tenere insieme la complessità dei fenomeni senza sentire l’esigenza di semplificarli, negarli, banalizzarli, delegittimarli per comprenderli e spiegarli a sé e agli altri

E allora passa all’azione. Ecco qualche piccolo suggerimento per allenarti a diventare un pensatore sistemico:

1) Poniti domande, metti in dubbio ciò che appare scontato, soprattutto le tue convinzioni più radicate;
2) Disponiti a riconfigurare l’ordine delle variabili nelle situazioni e trova il punto di leva che può servire a introdurre una trasformazione nel processo;
3) Sforzati di trovare nuovi nessi causa-effetto;
4) Applica soluzioni anticipatorie piuttosto che reattive ai problemi.

L’occasione della Training Week è stata preziosa per poter riflettere sulle opportunità e i vantaggi, così come sulle difficoltà, insite nel pensiero sistemico grazie ai contributi pieni e ricchi dei colleghi che hanno partecipato.

Bibliografia:

https://www.hxo.it/pensiero_critico/
Il Grande Spreco: Progrediti ma non evoluti: introduzione al pensiero sistemico – Gianluigi Merlino
Viaggio nella complessità – Libro di Alberto De Toni e Luca Comello

 

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Per maggiori informazioni sul percorso formativo a distanza

attivabile da HXO Srl per le persone della tua

organizzazione puoi scrivere Francesca Sollazzo  f.sollazzo@hxo.it

Il pensiero sistemico è la particolare facoltà del pensiero umano capace di leggere, capire e interpretare i sistemi complessi e dinamici in cui siamo immersi.
È una competenza affascinante, potente e… la puoi allenare!

Negli anni sono stati costruiti numerosi giochi dinamici utilizzati nelle aule di formazione che consentono da un lato di comprendere ed esplorare la potenza del pensiero sistemico e dall’altro di prendere consapevolezza della difficoltà di uscire da rigidi e ciechi schemi mentali.

Lo avevano capito sin dagli anni ’60 Jay W. Forrester e il suo team di collaboratori del MIT, mettendo a punto uno dei games più affascinanti e rivelatori in quest’area di competenza: il Beer Game. In questo caso il pretesto è la simulazione di una catena di distribuzione della birra, ma esistono giochi di simulazione che chiedono di risolvere business case o… omicidi! Come i nostri System Games©: Business Edition e Crime Edition.

I giochi sistemici mettono chi li sperimenta a contatto con una inesorabile consapevolezza: siamo immersi in strutture cioè regole, vincoli e condizioni che regolano il nostro rapporto con la realtà.

E non solo, i giochi sistemici ci consentono di sperimentare “in laboratorio” alcuni fenomeni interessanti come “l’effetto frusta”.

Che cos’è? In campo economico è l’elevata fluttuazione della domanda e delle scorte in magazzino provocata da una minima, anche impercettibile, variazione in qualche punto del sistema di una catena di distribuzione. Tale effetto non ha nulla a che vedere con chi prende parte al processo, ma riguarda più il tipo di relazione che lega le parti.

L’effetto frusta ci racconta come ogni elemento nel sistema provochi impatti su altri, inevitabilmente.

Riflettici un attimo, quando ti capita di sentire “l’effetto frusta” nel tuo lavoro? Per esempio quando ti trovi coinvolto in estenuanti scambi di e-mail. In questo caso può essere successo che, in qualche punto del processo, c’è stato un gap nella comunicazione: è stata condivisa tardi, o solo ad alcuni, o non è stata condivisa affatto e ha provocato un blocco alla circolazione di informazioni.
O ancora, quando commetti un errore e questo si propaga e viaggia lungo la “catena” provocando effetti a cascata sugli esiti e sullo stesso processo.

E il tuo capo, collega, collaboratore, quando pensi possano sperimentare l’effetto frusta? Siamo tutti parte di un sistema complesso, l’azione di ciascuno ha impatti sugli altri.

Siediti, respira, accetta la frustrazione di non poter controllare tutto.

E adesso la buona notizia: possiamo fare qualcosa. Possiamo ripartire da noi, dalla nostra area di influenza e questa passa necessariamente dalla presa di consapevolezza che siamo immersi in contesti complessi e dinamici. Occorre dunque fare un salto di paradigma: applicare la logica lineare a problemi sistemici e circolari non è più sufficiente.

È necessario indossare nuove lenti per osservare il mondo e riconoscere che:

  • Causa-effetto sono lontani nello spazio e nel tempo (i problemi di oggi derivano da quelli di ieri)
  • Ogni azione produce impatti su altri elementi
  • Ogni effetto può avere più cause e ogni causa può divenire effetto
  • Non esistono colpevoli, ma variabili e punti di leva
  • Non esiste un sistema senza costo

Il sistema è lento: le soluzioni rapide a volte posticipano il problema

Tutto questo è pensiero sistemico. Indossare le lenti di un pensatore sistemico consente di dare nuovi significati a ciò che accade e ci circonda, avere pensiero critico. Significa riuscire a trovare chiavi di lettura differenti che consentono di tenere insieme la complessità dei fenomeni senza sentire l’esigenza di semplificarli, negarli, banalizzarli, delegittimarli per comprenderli e spiegarli a sé e agli altri

E allora passa all’azione. Ecco qualche piccolo suggerimento per allenarti a diventare un pensatore sistemico:

1) Poniti domande, metti in dubbio ciò che appare scontato, soprattutto le tue convinzioni più radicate;
2) Disponiti a riconfigurare l’ordine delle variabili nelle situazioni e trova il punto di leva che può servire a introdurre una trasformazione nel processo;
3) Sforzati di trovare nuovi nessi causa-effetto;
4) Applica soluzioni anticipatorie piuttosto che reattive ai problemi.

L’occasione della Training Week è stata preziosa per poter riflettere sulle opportunità e i vantaggi, così come sulle difficoltà, insite nel pensiero sistemico grazie ai contributi pieni e ricchi dei colleghi che hanno partecipato.

Bibliografia:

https://www.hxo.it/pensiero_critico/
Il Grande Spreco: Progrediti ma non evoluti: introduzione al pensiero sistemico – Gianluigi Merlino
Viaggio nella complessità – Libro di Alberto De Toni e Luca Comello

 

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