Davide Cinelli

Ristorare viene dal latino restaurare e secondo il vocabolario questo termine esprime l’atto di far tornare forti, vigorose le forze del corpo indebolite o ammalate, e di riconfortare specialmente lo stomaco. Sin da molto piccolo, giocavo e passavo molto tempo nel ristorante di famiglia, la mia seconda casa, ed ero costantemente immerso in questo clima ristoratore, dove con gran curiosità osservavo una moltitudine di persone varcare quotidianamente la porta d’ingresso, le mie colonne d’ercole, ognuna con una propria storia, con un proprio umore e un bisogno da soddisfare. Durante questi primi tentativi da scienziato in erba, mi resi conto che avvenivano dei cambiamenti negli individui tra l’entrata e l’uscita dal ristorante. Essi divenivano energici ed emotivamente più leggeri. Il fatto che il buon cibo, l’alcool e l’ambiente sviluppassero il rilascio di endorfine nel nostro cervello era una nozione che avrei scoperto solo anni dopo all’università, questa lacuna biologica mi ha permesso negli anni futuri di focalizzare la mia attenzione nel ricercare le cause di quelle piccole trasformazioni emotive, prendendo come ipotesi di indagine i comportamenti manifesti che scrutavo nello spazio protetto del ristorante, sentendo però dentro di me, che al di sotto di quei comportamenti c’era un mondo da esplorare, alimentato da una reazione alchemica, che vedevo costantemente alimentarsi sotto i miei occhi tra i clienti, e che poi sarebbe stato il tema centrale di tutto il mio percorso di studio futuro, la relazione. Così ho deciso che sarei diventato un ristoratore d’anime, laureandomi in psicologia, ed essendo nato presso che in un ‘azienda, non potevo non interessarmi ai contesti aziendali, dove la possibilità di coltivare spazi protetti di benessere emotivo, e di facilitare lo sguardo sulle dinamiche relazionali dell’intera popolazione organizzativa, diventa una forma d’arte non solo un mestiere, ed è quello che facciamo qui in hxo.